Barnum Freak Show – Circuiti | Carne | Metallo

Barnum Freak Show - vocalist

Leggendo il titolo del loro primo lavoro si ha proprio l’impressione di un braccio con ossa metalliche collegato, attraverso la carne, ad un circuito elettronico a cui da linfa vitale.

Ed è proprio questo l’eco che ritorna ascoltando il loro primo lavoro: un mix assemblato in maniera egregia, sia a livello compositivo che sonoro, di contaminazioni elettroniche innestate a scatti vocali sporchi e sudici, rabbiosi e growl, inanellati a scambi interessantissimi ritmici e distorsioni funeree e potenti.

Ora però basta. Basta parlare dell’ottimo lavoro che hanno svolto i 5 ragazzi dei Barnum Freak Show, gruppo metal-industrial del panorama romano che si divincola tra cambi di line-up a partire dal 2005. E che chiudono il primo cerchio di una vita, spero molto lunga, nel giugno del 2011 con la pubblicazione ufficiale del loro primo lavoro,
Circuiti |Carne |Metallo , autoprodotto e autostampato con un interessante artwork ad opera di  Paolo Soellner e la stampa di Legno.

Finalmente, e lo dico con il cuore in mano, si ascolta qualcosa di nuovo. La mia storia con i Brnmfrkshw inizia il 25 ottobre 2011, quando in coda sulla Tuscolana il buon Faster trasmette il loro primo pezzo:

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Vengo catturato immediatamente dalla commistione eccelsa (per quanto riguarda i miei gusti) dell’elettronica acquisita negli ultimi 10 anni della mia vita, fusa alle sonorità metal-industrial che hanno influenzato pesantemente i miei gusti musicali e sonori nell’adolescenza.
La rabbia esplosiva, la precisione della composizione e dell’esecuzione, la pulizia della registrazione, la corretta struttura del disco che non lascia fiato a chi ascolta.
Un lavoro ben fatto, ben eseguito e FINALMENTE, e lo specifico come fosse una cosa straordinaria e che non dovrebbe esserlo, ITALIANO.

Un disco coi controcazzi che va ascoltato e assimilato, lentamente.
Probabilmente complice l’indiscutibile presenza della traccia vocale, che spazia e corre tra momenti soft ed impennate geniali di versi gutturali e carichi di quel qualcosa che dona ai pezzi una potenza inaspettata.

C’è da migliorare, questo è fuori dubbio. Ma ci troviamo di fronte a del materiale che scotta. Non a caso il buon Faster ha notato e trasmesso il primo di tre atti, posti all’inizio a metà e alla fine della tracklist.
La traccia “Diva” ospita uno dei migliori ritornelli del disco, oltre alla soave voce di Emma Luce Scali che pilota sequencer e synth.


Mentre “Gravità Zero” mi ha catturato le sinapsi da lontano, mentre ero in balcone che stendevo una lavatrice appena finita: dalla finestra usciva una congestione di elettronica, metal e voce femminile che sul finale mi ha stroncato totalmente.
Repeat, in loop, per un’ora. E adesso mi ritrovo con il ritornello incastonato nel lobo posteriore.

E’ difficile “installare” questo particolare genere musicale in un paese retrogrado come il nostro, ma le possibilità che il nostro millennio ci offre per autoprodurre e distribuire questi lavori vanno lodate: quindi cosa posso dire?
Acquistate immediatamente l’album, lo trovate in 3 negozi a Roma oppure tramite il loro sito si acquista una copia fisica del CD ad € 8 che verrà recapitata a casa.
Dovranno, però, fornire la possibilità di acquistare una copia digitale di “Circuiti | Carne | Metallo” nel comodo formato mp3. Ma diamogli tempo ;)

Il prezzo è di € 10, l’artwork è molto molto interessante.
I negozi sono Transmission, Rock Cycle e Hellnation.


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