Category Archives: cinema
Chi uccide il cinema, loro o i pirati?
Tempi moderni e miglior piano sequenza
La bomba
Tralascio il fatto che provo una spiccata voglia, in questo momento della mia vita, di entrare a far parte di una cosa del genere:

guadagnarmi la fiducia del capo villaggio e di tutta la tribù per poi svegliarmi nel bel mezzo del sonno, imbracciare la vanga e spaccare tutte le teste dei saggi del campo mentre stanno producendo il sogno più erotico ed eccitante della loro vita. Uno dei tanti.
E’ un bisogno represso di giustizia? Un livellare le questioni ancora aperte e rimetterle a paro? Un’esigenza di un certo peso o solo pura follia della domenica?
Non lo so, me ne fotto. Spero solo di non entrare mai in una comunità del genere. Per loro.
La cosa che mi disturba è la quantità di stronzate che mi (e ci) iniettano nella testa giornalmente. Non ne faccio un discorso italico (invece si, è proprio un discorso peninsulare). E sono straconvinto che il legame tra queste fregnacce e i nostri corpi sia di gran lunga più stretto di quanto non pensiamo.
Ad esempio: mi porto dietro una bronchite con conseguente fastidiosissima tosse da quasi 3 settimane ormai. Il mio culo ha visto 2 diversi antibiotici in 2 diversi dosaggi e con 2 diversi spettri d’azione. Nonostante questo, la malattia mortale non passa. Complice anche la mia negligenza, lo ammetto, che mi ha fatto spippare 2/3 sigarette il giorno dopo aver terminato il primo ciclo.
Ma vogliamo aggiungere la ciliegina? Dopo aver iniziato il secondo ciclo di cura con antibiotico dal nome improbo, le condizioni meteorologiche universalmente riconosciute come ECCELLENTI a Roma in questi tempi mi si sono rivolte contro ed ho preso una di quelle freddate che farebbe rizzare i peli del culo pure ad una statua di cemento.
Risultato: un raffreddore epico che così non l’ha mai visto manco un Haitiano in ferie a Capo Nord a gennaio.
E voi pensate che non ci sia un legame tra i due antibiotici, le lobby farmaceutiche, le minchiate che ci sparano in testa giornalmente h24 su ogni mezzo di informazione (compreso internet!) e la mia bronchite?
Come credete che il mio desiderio di fare irruzione nel sonno del vetusto Amish di turno non abbia un nesso con tutto quanto spippolato qui sopra?
Ora basta. Non ne posso più di sentir blaterare i buchi dentati del primo che passa in tv, su un giornale, sui blog di sformazione, riguardo il nuovo governo, le tasse, il futuro dei giovani, l’ano rotto della Minetti e tutte le puttanate insifonate a forza nelle nostre orecchie dalle 7am alle 7am del giorno dopo e via dicendo per tutti i giorni della nostra vita.
L’unica cura, sapete quale è?
Se non avessi questa fottuta malattia gialla che mi sta facendo gonfiare i muscoli della panza a suon di colpi di tosse vi direi “L’ERBA“.
Purtroppo, in attesa di una guarigione, non posso far altro che suggerire la doppia mandata della porta della vostra stanza, una connessione ADSL funzionante (in italia è un’impresa) e tanta musica e film da scaricare.
QUINDI, proseguo con l’idea che mi è venuta 507 parole fa quando ho premuto incautamente su “Scrivi Articolo”.
MUSICA che ascolto e che consiglio per uscire dal tunnel

Fugenn & The White Elephants: artista giapponese molto ambient e IDM, veramente notevole. Lo ascoltate qui sotto e questo è il profilo su last.fm. Mentre questo è un bel video sul tubo:
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Loops Haunt: Scott Gordon, aka Loops Haunt, inizia a fare musica nel 2004 spinto dalla crescente voglia di poter creare qualcosa di nuovo attraverso la sperimentazione e la manipolazione dell’hardware. Il risultato è geniale: una cerebrale miscela di hip-hop, dubstep ed elettronica distorta, beats tribali, bassi viscerali, attacchi di sintetizzatore e atmosfere futuriste. (fonte)
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Dusty Kid: del ragazzotto sardo, che sto amando alla follia, ne ho già parlato abbondantemente qua e pure gli amici di Guylum. Non è semplice stima la mia, è seria infatuazione per una musica techno minimal diversa dal solito. Ed insolitamente italiana.
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Diego: il nome potrebbe essere fuorviante. Ed in effetti non si tratta di un tronista della De Filippi che fa musica house o quelle robbe lì. Bensì un bel gruppetto tedesco MOLTO interessante e dalla voce cavernosa e cavernicola. Simili per stile ai Joy Division nelle ballate più cupe ma potentissimi nelle tracce ritmate ed indie-pop. Alcuni accenni di synth-pop ci ravvivano le tempra.
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Aziza Mustafa Zadeh: questa giovane figa da paura è anche una figlia d’arte. E’ la capostipite del genere “mugam” e cioè un misto tra jazz e musica tradizionale dell’Argerbaijan, terra dalla quale proviene. Vi consiglio di procurarvi col contagocce tutti i suoi dischi. Rallegreranno e toglieranno quell’aria insipida alle vostre stupide cene radical-chic coi vostri stupidi colleghi in doppiopetto da banca rurale.
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Gary Moore: e che gli vuoi dire al miglior chitarrista nato-blues che questa terra abbia mai visto? Dai, non esageriamo. Non è il migliore, ma il sustain che da a questo pezzo è FUORI da ogni logica di fisica sonora. Santoddio, quando sono in macchina e mi fermo al semaforo, la gente si gira a guardarmi pensando che sia una stronza ad urlare come un’aquila perchè ho pisciato lasciando la tavoletta del water abbassata. [saltate direttamente qui per capire di cosa parlo]
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Stranded Horse: del folletto ne ho già parlato qui. Suona la kora, strumento dell’Africa occidentale che fonde un’arpa ed un liuto per tirarne fuori quello che sentite qui sotto. Lo amo.
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The Tallest Man on Earth: eccolo qui il post che avevo già scritto. La sua voce è inconfondibile, lo stile della sua chitarra pure. Ha fatto tre album, tre opere d’arte secondo il mio parere da giramondo quale sono. Il problema è che non riesco a farne a meno. Anche della traccia che c’è qui sotto.
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Japandroids: questi stronzi li ho scoperti leggendo questo blog. Ora, il problema è che mi piacciono a tratti. Ma il pezzo qui sotto mi piace senza tratti: è TOTALE.
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Murya: altro artista IDM ed ambient, molto utile nei momenti in cui vuoi alienarti e catapultarti nello spazio come una pallina del flipper. Perchè l’ambient sotto ce n’è parecchio, ma i microsuoni ed i tempi IDM ti segnano come se non ci fosse un domani.
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Jeff Beck: ecco, qui si apre una ferita insanabile. Non solo perché il Jeff mi mette di fronte alla mia impotenza chitarristica, esponendo la virilità che amo tanto esibire quando suono. Ma anche perché il signore in oggetto sta ispirando l’opera che porto avanti in segreto sulla mia prima chitarra elettrica Stratocaster. Restate sintonizzati se la cosa vi desta interesse. Altrimenti GET THE FUCK OUT.
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Trifonic: sono un duo di non so dove, che realizzano downtempo, glitch e IDM. Li adoro per via di un pezzo, quello qui sotto, che possiede delle sfumature vocali niente male. Oltretutto sono quanto di più vicino ci sia al concetto di music-sharing: portano avanti un sito web in cui realizzano video-tutorial di come realizzare musica elettronica e condividono basi e tracce dei loro pezzi in caso vogliate realizzare dei remix.
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Kavinsky: avete visto DRIVE di N.W.Refn? Postai la scena epica dell’ascensore qui, infoiato perso dalla visione appena terminata del film. Stupenda la colonna sonora. Nella quale c’è questo pezzo, Nightcall, che dice:
There something inside you
It’s hard to explain
They’re talking about you boy
But you’re still the same
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Brazda lui Novac: è il nome che dava la popolazione romena ad un sistema di fortificazioni murali che l’impero romano aveva cominciato sotto Costantino I. Invece è un’artista romeno [RO-ME-NO] che esporta il feeling dell’est nella musica IDM ed elettronica. Da ascoltare, da avere, da sintonizzare sull’iCoso che vi portate dietro.
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Gotye: e per chiudere in bellezza vi lascio con questo bellissimo artista che solo a guardarlo mammamia gli si vuole bene. Ne avevo parlato qui, e la canzoncina top che lo porta alla nostra attenzione mi si è piazzata in testa e non se ne va più via. Il duetto con Kimbra parla di qualcuno che ora conosciamo solamente. Chi è? Per voi, chi è?
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SERIE TV nuove o vecchie

Boss: in una fittizia Chicago al sindaco viene diagnosticata una malattia incurabile e degenerativa che lo porterà alla morte sicura nell’arco di qualche anno. Questo scardina tutto il sistema che Tom Kane, il sindaco, e la moglie hanno messo in piedi per poter arrivare dove sono. Il sistema malato, la crudeltà delle apparenze nel mondo della politica, la droga e la dipendenza.. insomma, c’è di tutto in questa serie tv EPICA che bramo come un bambino brama il castello della Lego a natale. La sto amando, la sto seguendo, la sto desiderando nei giorni in cui non c’è. Se volete leggerne una recensione esaustiva, o comunque farvi un’idea migliore di quella che ho io, andate qua.
The Walking Dead: è partita, ed è già a buon punto, la seconda serie. Sembra un pochino più moscia della prima stagione ma era alquanto inevitabile. Noto una struttura dei personaggi più elaborata, c’è più spazio per i vivi che per i walkers. C’è più spazio nella storia ma non nelle ambientazioni: per ora è tutto ambientato in una fattoria e la cosa mi sta andando un pò stretta. Però va bene, almeno ci si focalizza di più sulla sostanza.
Misfits: generalmente la consiglierei subito a chiunque. Ma hanno cambiato il protagonista che rendeva la serie un pò teen-oriented ed è diventata più dark di quanto non lo fossero le precedenti due stagioni. Mi piace, i like it. Ma non sono entusiasta come lo ero in precedenza. Boh, staremo a vedere. Per il momento va giù in serenità, come lo sciroppo per la bronchite.
Homeland: la storia è quella del dubbio di un’agente della CIA che ritrova un marine in Iraq e teme che sia stato convertito pro-Iraq. Non ho ancora cominciato a vederla, ma ce l’ho tutta e volevo proprio cominciare ieri. Ma non l’ho fatto.
Boardwalk Empire: stessa cosa di cui sopra, ce l’ho tutte e 10 le puntate uscite della terza serie ma devo cominciare a guardarle. Sto aspettando che mi venga la polmonite per iniziare.
THE END
la verità? è che sta arrivando il natale. Ed io ancora aspetto il galeone dei pirati che ho chiesto all’età di 8 anni e che non è mai arrivato.










