Condizioni necessarie per vedere un film al cinema
Si tratta di un piccolo compendio di accorgimenti che sono solito prendere prima di entrare in sala e nei giorni antecedenti la proiezione di un film al cinema.
Quante volte vi è capitato di fare la fila per comprare il biglietto ed incrociare l’uscita della masnada di gente che ha appena visto il film che a breve toccherà a voi?
Quante volte avete sentito frasi tipo “Alla fine Kaiser Söze era Kevin Spacey” oppure “Ma era tutto un sogno…” (Inception)

L’analisi mi è venuta quando, pochi giorni fa, discutevo proprio della situazione qui sopra con alcuni colleghi a lavoro. Tanti sono vittime di questa spietata violenza indiretta. Dovrebbero fornire dei tappi per bocche all’uscita del film, ma sarebbe poco costituzionale.. credo.
Comunque ciò che avevo in mente non riguarda solo i “finali” dei film, bensì la preparazione alla visione.
La mia PERSONALISSIMA lista comprende questi pochi ma efficaci punti:
- Non documentarti MAI sul film prima di vederlo, nè sul regista se non lo si conosce.
- Non parlare MAI del film prima della visione con chi ti accompagna a vederlo.
- Non leggere NULLA sul film, nè recensioni nè pareri di chicchessia soprattutto quando stai facendo la fila per entrare e ti capita sotto mano il libretto di BestMovie o quello che è.
- Non improvvisare MAI una previsione su come sarà e su come ci rimarrai male se il film non ti dovesse piacere.
- Cerca sempre di decidere di andare al cinema almeno un’ora prima della proiezione, in modo tale da evitare possibili influenze da chi ti sta intorno.
- Non vivi di certo su un eremo, quindi andrai al cinema con qualcuno. Se siete più di due sarà difficilissimo contenere le fuoriuscite di impressioni/pareri/giudizi/previsioni dalle bocche dentate di chi ti accompagna. Dovrai fare uno sforzo enorme per filtrare con un BIP tutte le loro possibili parole sul film.
- Non fare mai l’errore di parlare a chi ti accompagna delle vostre impressioni sul film prima di vederlo. Ti ritroverai addosso anche la sua delusione. Ed è una cosa pesantissima da sopportare, soprattutto se a te il film è piaciuto.

Il punto finale di tutto questo pippone è solo uno: arrivare all’inizio del film con la mente TOTALMENTE vuota. Perché l’aspettativa è quella che ti mette nella condizione di pensare di poter prevedere il film.
Ed è questo che rovina la sorpresa, sia in termini di story che di emozioni.
Vedere un film senza sapere di cosa parla ti pone esattamente sulla linea che il film decide dal momento che lui inizia a prendere forma: ti racconta una storia perchè tu quella storia non la sai. E qualora tu la sapessi, non sarebbe una storia da raccontare.
Dusty Kid – nel buio italiano brilla una stella
Riprendo la “rubrica”, mai tanto esplicitata, di consigli musicali che in questo momento sono in loop tra cuffie, autostereo e casastereo.
In questo periodo i miei orecchi vacillano tra metal spinto e musica elettronica di classe.
Al riguardo ho una segnalazione IMPORTANTE ed interessante, per chi ne fosse appassionato, da fare.
Sto per parlarvi di Dusty Kid, interessantissimo bagliore di luce nella realtà musicale italiana di connotazione techno-electro.
Il ragazzotto in questione è di origine cagliaritana, fa musica da quando era piccolo (con violini e pianoforti che gli impediscono di studiare a scuola come canonicamente si raccomanda nella nostra società) e viene notato per la sua bravura da qualche producer che lo inserisce inevitabilmente nel mondo live.
Io, ovviamente, ho conosciuto il personaggio grazie agli amici di Guylum Bardot che ne segnalano l’uscita del nuovo album e ci forniscono due ascolti. Che io qui non posso riproporre per via delle politiche aziendali del luogo in cui mi trovo, che mi impedisce di postare file multimediali e links annessi.
Il ragazzo pubblica ufficialmente due album:
1- A Raver’s Diary – anno 2009
2- Beyond That Hill – anno 2011
Ho avuto modo di mangiare ascoltare solo il suo ultimo lavoro ed ho una sola parola per descriverlo: SPETTACOLARE.
Come definiscono loro, “Techno strappamutande dura e pura che solo a Detroit o Berlino, e invece è sardo” e a me questa cosa, che non sono di certo noto per il mio lato patriottistico, fa godere. Tra l’altro non avrei potuto trovare parole migliori per descrivere l’atmosfera emanata dal disco e le capacità di Paolo Alberto Lodde AKA Dusty Kid.
Da segnalare la pompa rave che sprigiona Polybolo, l’enorme sconfinatezza d’animo di Argia, il fantastico beat e trasporto di Chentu Mizas.. e basta perché ce le ho in loop da quel dì. Il resto lo scoprirò vivendo.
Per approfondimenti, vi lascio una nutrita lista di links:
- Website ufficiale, in costruzione
- Intervista audio in italiano
Restate sintonizzati su questa pagina se volete acquistare il suo disco, fisicamente e virtualmente. Perchè io penso che valga la pena sostenere questo artista di smisurata bravura, in un sistema in cui questo genere di musica è relegata ad ambienti live e underground.
Best Halloween costume ever – con iPad
25 improvvisazioni in 25 famosi film
I grandi attori, ed in questo video ce ne sono tantissimi, improvvisano.








