SBTRKT – chi si nasconde dietro il mascherone ?

Ieri Lucia mi ha fatto scoprire un personaggio molto particolare. Sono stato subito catturato sia dal mascherone che indossa sia dalla musica che produce.

Sto parlando di SBTRKT (pronunciato “subtract“, che tradotto dovrebbe suonare più o meno “sottrarre“), il cui vero nome sembra essere Aaron Jerome, musicista e producer di Londra.

Le due cose più intriganti sono la possibile intercessione artistica di Thom Yorke e il concetto di anonimo che ha deciso di adottare.
Come per dire “non voglio parlare di me, non voglio che nessuno sappia chi sono, voglio che la mia musica parli per me e mi descriva con le sue note e le sue emozioni” il che lo rende già meritevole dei miei soldi e, soprattutto, della mia stima.

In un mondo musicale in cui vince solo la faccia e il marketing sopra di essa, Aaron Jerome sceglie di sottrarsi (appunto) al sistema, sottrarsi ai riflettori e alla carta patinata (qualora ce ne fosse, visto il genere musicale poco incline alla notizia), indossando oltretutto un mascherone che interpreta in maniera moderna le popolazioni native (indigeni, per capirci).


Non so quale sia l’implicazione con Thom Yorke, se non il fatto che abbiano collaborato per alcuni remix e per il fatto che SBTRKT abbia iniziato la “carriera” remixando tracce di M.I.ARadioheadModeselektorBasement JaxxMark RonsonUnderworldGoldie.
Ascoltando la title track,  SBTRKT, si nota palesemente (per le orecchie più attente) l’ombra del folletto Yorke. Che ne dite?

Comunque ho già acquistato l’album e se Yorke non è presente me ne fotto comunque: this music rocks, man!!


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Iubenda – Privacy policy per tutti

Ieri, grazie a Repubblica.it, ho scoperto questa nuovissima startup Italiana (e finalmente) che si occupa di un settore da me ignorato.

 

Si tratta di un servizio web, gratuito o a pagamento, che fornisce la possibilità di generare una privacy policy specifica per il proprio sito web/portale/blog.

Cos’è la privacy policy?

La Privacy Policy è un documento che informa gli utenti di un sito web circa il trattamento dei loro dati personali.

È obbligatoria quando:

• Il sito web raccoglie dati personali. L’email è un dato personale, ovviamente lo sono nome e cognome, ma è un dato personale anche un Cookie;
• I dati sono raccolti per fini “non esclusivamente personali” (e si può rientrare nella maglia dei “fini esclusivamente personali” solo se il titolare del trattamento è una persona fisica);
• Un soggetto terzo (es. Google, Facebook, etc) è coinvolto nel trattamento dei dati personali.

La Privacy Policy deve informare gli utenti di un sito web circa:

• I dati personali raccolti
• Le modalità di raccolta
• Le finalità di raccolta
• Titolare, responsabili e rappresentante designato
• Altri soggetti coinvolti

Preso da qui.

Quindi per una grandissima parte di possessori di siti web, questa faccenda dovrebbe essere presa meno sottogamba.
Se hai un sito web, un blog o un portale che consente di lasciare commenti o si integra con Facebook o Twitter o un social network qualunque, sei quasi obbligato ad esporre una “carta” che illustri quali sono i servizi che raccolgono i dati dell’utente visitatore e quali sono questi dati.

Come posso creare questo documento?
Prima dell’arrivo di questo sito, Iubenda, era necessario rivolgersi ad un legale o ignorare la questione. Onestamente non so se è obbligo di legge, ma a costo zero come offre Iubenda è un’opportunità da non lasciare al caso.

Iubenda ti fa iscrivere al proprio sito, ti chiede di inserire quali sono i servizi che utilizzi sul tuo portale (solo 4 per modalità free user e 10 € l’anno per aggiungere servizi illimitati e senza sponsor nel bannerino che forniranno a fine procedura), e loro generano la policy più adatta a te prendendo in considerazione quali sono i dati sensibili (e non) di cui il tuo sito web traccia.

Ora la faccenda mi intriga da più punti di vista, primo fra tutti il fatto che dietro c’è un ragazzo giovanissimo ed italiano.
La startup è appena nata, veramente da pochissimi giorni e il sito web è molto interessante per la chiarezza nei contenuti e la semplicità della creazione della policy, argomento che ai più potrebbe sembrare ostico.

Ieri in tarda serata ho provveduto in pochissimi minuti alla creazione della policy per questo sito web, come vedete nella sidebar di destra. Infatti Iubenda ti fornisce, a fine step, un link con un piccolo banner da esporre nelle pagine del tuo portale e che fa aprire una lightbox con il resoconto dei dati degli utenti tracciati.

 


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Emidio Clementi – Reading @ Bagni Smeraldo

Vi segnalo questo evento che avrei voluto vedere, se avessi avuto il dono dell’ubiquità.

Venerdì 2 marzo Rockit partecipa alla prima serata ufficiale della sesta edizione del Festival Internazionale di Fumetto Bilbolbul, portando la musica nel mondo dei disegni. Canicola e Rockit presentano Bagni Smeraldo: un reading di Emidio Clementi e due momenti sonori di Egle Sommacal e di Stefano Pilia verranno interpretati dai disegnatori del progetto editoriale Canicola con una performance di live painting inedita al Locomotiv di Bologna.

Tutta la notizia qui.


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Gionata Mirai – Allusioni in 12 corde

Il nome è particolare, ma se vi dico “Teatro degli Orrori” probabilmente capirete di chi parlo.

Il chitarrista, mancino, del TDO sforna un disco solista scarno. 5 pezzi numerati semplicemente con N.
Lui e la sua chitarra acustica a 12 corde, dal suono inconfondibile che riempie ogni angolo della stanza.
Il fingerpicking esautorato e mai zoppicante.
Cinque pezzi che se uniti sembrano un concept.

E forse di fondo c’è proprio un concept album, chi lo sa?

A tratti pretenzioso, a volte noioso ma se volete fare una full immersion in qualcosa di inaspettato, correte a scaricarlo comprarlo.
I tempi di ascolto e della suonata sono quelli del rock, ma lo stile è quello del… boh?? Ascoltate per capire.

Che poi, suonare una 12 corde così è veramente tosta.




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I FASTI

Da qualche tempo si è diffusa, in Italia, una curiosa tendenza che a me piace molto.
Gli iniziatori sembrano essere gli OFFLAGA DISCO PAX, i carissimi ODP, che seguo con costante interesse e che ho visto anche dal vivo. Con notevoli soddisfazioni.
La musica parlata, uscendo dagli standard classici. Recitare invece di cantare. Un esperimento che mi intriga. Molto.
E che I FASTI riprendono a grandi linee. Ma con quella giusta dose di personalità che li contraddistingue.

Se dovessi fare un esempio a livello informatico, parlando di strati di accesso, individuando l’accesso ad utenza proporrei tre livelli:

- il livello numero 3 è il mainstream, la musica commerciale che ci passa la radio quando siamo in doccia o in auto e l’accendiamo solo per pura compagnia uditiva

- il livello numero 2 è quello chiamato di nicchia, la musica ricercata ma non troppo, quella che riesci ad individuare quando visiti e leggi blog specialistici del settore o recensioni che scappano quà e là tra Facebook e Twitter o quando l’amico ti passa quel cd chiamato “A Sangue Freddo” o l’mp3 “Stagnola” e tu piangi a dirotto mentre dici “allora c’è ancora speranza..”

- il livello numero 1, invece, è quello che ti sorprende. Quello per il quale passano tutti se poi decidono di andare avanti. C’è chi si ferma, chi avanza, chi molla… E’ quello dal quale non uscirà mai (relativo) un pezzo in radio né vedrai un cd completo di copertina in un negozio.

I FASTI, stando a questa banalissima categorizzazione, si trovano al livello numero 1. E non lo dico solo nell’ottica della commercializzazione o su quella dell’accesso “utenza che ascolta” ma anche di quello della qualità. La genuinità del prodotto, diciamo.

I FASTI nascono da 3 costole di una creazione che prima si chiamava SEMINOLE, la maggior parte di questo progetto ha cambiato nome e pubblicano nel 2009 l’EP “Lei si è alzata dal sordo mormorio”. Poi nel 2010 esce “Ovatta”, primo lavoro che ho ascoltato e mi ha fatto innamorare di loro.  A dicembre 2011 invece esce “Morula”, altro minilavoro che vuole una gestazione molto veloce e molto live.

Mi piacciono I FASTI perché potrebbero essere a rischio scimmiottamento degli ODP ma ne sono anni luce distanti. Altre atmosfere, altre tematiche, una voce forzuta e senza sbavature. Un viaggio nell’anima che è parlato e non cantato.
Sono piccoli, in crescita, o forse non hanno bisogno di farlo per il momento.

Tra l’altro non sono così presenti sul web più di quanto io sia abituato a vedere. Per questo offro ufficialmente a loro i miei servigi per costruire loro un sito web ufficiale, a titolo totalmente gratuito. Per ringraziarli delle emozioni che mi regalano.


Io li vedo così, tranquilli al loro livello numero 1 che se lo godono a fondo senza ansia di fare salti troppo altri.
Tra l’altro sono alla mano, su Facebook hanno pochissimi amici ma buoni, ci siamo scambiati un paio di email e Rocco mi ha risposto mandandomi i testi di tutti i loro pezzi e dicendomi che i dischi li posso scaricare da internet. Nonostante io avessi chiesto di comprarli. Fantastico, veramente.
Cosa posso dire? Carissimi FASTI, quando venite a Roma (anche solo per una visita) vi offro una pizza e tanto giubilo!

Le coordinate per guardarli ed ascoltarli:  Flickr - Sito - YouTube - MySpace

 


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